Conflitti aziendali e collaborazione

18 Gennaio 2017

Quante decine, centinaia, migliaia di volte al volante ci siamo comportati proprio così? Una specie di lotta per la supremazia che ha qualcosa di ancestrale: l’istinto di affermarsi e la sensazione che cedere uno spicchio di strada assomigli ad una resa.

Nella vita di tutti i giorni, in particolare sul lavoro, capita di assistere a situazioni che ricordano quelle della giungla d’asfalto. Hai presente quando, in azienda, “mantenere la posizione” diventa l’obiettivo principale? In quel caso ci sono due strade possibili. La prima: pigiare sull’acceleratore dell’impegno, della dedizione, del migliorarsi lavorando su se stessi e dando il meglio per la propria azienda. La seconda: farsi largo a sportellate, chiudendo la strada a chi crediamo ci possa insidiare.

Scegliere la seconda via, concentrarsi sulla “posizione”, anziché sull’ “azione” nell’interesse proprio e dell’azienda, porterà a possibili conflitti e aprirà una piaga nell’organismo vivente dell’impresa.

Un po’ come in tangenziale: si rischia un incidente che potrebbe bloccare noi stessi e l’intero flusso del traffico, magari lasciando anche in ricordo qualche ammaccatura.

A proposito: il Wall Street Journal ha pubblicato un interessante studio proprio sugli ingorghi. Se anziché tallonare il nemico a quattro ruote ciascuno di noi gli lasciasse più spazio, l’ingorgo diverrebbe un ricordo. Compiere un passo indietro per innescare una dinamica collettiva che fa bene sia alla collettività sia all’individuo.

Se vuoi saperne di più, vai su trafficwaves.org.
Intanto, prova: al volante e pure alla scrivania.